IL MISTERIOSO DRONE SUL LAGO MAGGIORE, NOVELLA TERRA DI MISTERI E THRILLER

Eh, ma lo scozzese Loch Ness, in confronto al Lago Maggiore pare proprio uno specchio d’acqua per le gite dei pensionati o dei dopo lavoro. Altro che quella specie di fantomatico e fotoritoccato dinosauro acquatico quanto innocuo. Da queste parti, insomma, sembra di essere più nel fumettistico Stato di Clerville (quello di Diabolik), che in uno dei più raffinati distretti turistico-residenziali del mondo.

Andiamo a rileggerci il mio MORTE SUL LAGO MAGGIORE. PARREBBE UNA FREDDURA DA HUMOR NERO: “COSA CI FANNO UN ITALIANO, UNA ITALIANA E TREDICI ISRAELIANI SU UNA BARCA”? . Senza parlare delle analoghe perplessità suscitate dall’altra tempesta al largo di Palermo (che si riverificherà, scommetterei, fra qualche secolo o mai…) la quale affondò il super yacht dei super ricchi tra cui il padrone di casa tycoon inglese della sicurezza informatica.

Adesso, abbiamo il drone misterioso che avrebbe sorvolato Ispra e immediati dintorni per ben sei volte a marzo, e di cui (pur mai abbattuto o catturato, ma allora la no fly zone a cosa serve?) è ormai certa, per velina indiscussa e indiscutibile cui anche noi da bravi cittadini “non disinformativi” ci atteniamo, e la fabbricazione russa e la “manina italiana” che lo avrebbe messo in volo.  

Si fa d’altronde notare da parte governativa e dintorni che, in tempo di pace, gli abbattimenti non sarebbero possibili in virtù anche della zona molto abitativa (uso il condizionale perché ho i miei dubbi in merito). Ma allora questa no fly zone sarebbe una ZTL dell’aria, soggetta semplicemente a sanzioni, pur molto severe del genere dello spionaggio, nei confronti di chi dovesse violarla.

Sta di fatto che l’area è tra le più sensibili d’Europa. Ivi è dislocato il Centro comune di ricerca della Unione europea, ma anche,  a qualche chilometro di distanza, alcuni stabilimenti di Leonardo (ex Finmeccanica, cuore tecnologico del nostro sistema difensivo); per non parlare di un comando NATO operativo a Solbiate Olona, e di un altro laboratorio di ricerche nucleari a Pavia (ma qui, probabilmente, il famigerato quanto misterioso drone non è mai arrivato).

Chiaramente allarmato e allarmante il ministro della Difesa Guido Crosetto: “È in corso una guerra ibrida, pericolosa, sotterranea, costante, asfissiante, quotidiana”.

La Procura antiterrorismo di Milano ha aperto un fascicolo ma stranamente le autorità UE cui fa capo il Centro comune di ricerca, non confermano per quanto ne sappiano, i sorvoli.  

Questo ultimo aspetto dà da pensare, dato che le autorità italiane in questo caso, per quanto riguarda problematiche con la Russia, sono insolitamente, come si dice, più realiste del re.

Ognuno si faccia la sua opinione.

A. Martino

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