L’UE, E LA FRANCIA SOPRATTUTTO, GETTA LA MASCHERA: DEMOCRAZIA A TARGHE ALTERNE E GIUSTIZIA A OROLOGERIA

Dopo la Romania, è la volta della Francia: così, le leadership dell’Unione Europea hanno gettato la maschera.
Sono per l’austerità dei Paesi da spennare – vedi, ad esempio, il caso della Grecia, con i prestiti concessi ad Atene non per erogare servizi o sovvenzioni ai cittadini ellenici, ma per pagare gli interessi sul debito pubblico alle banche tedesche e francesi – o il caso dell’Italia, sempre sotto la lente d’ingrandimento di Bruxelles e, di fatto, costretta a svendere tutti i propri gioielli di famiglia, sempre in favore dei franco-tedeschi.
Sono per la pace, certo… ma poi – in fondo in fondo – non si siedono a nessun tavolo, perché non si sa bene che tipo di pace vadano cercando: giusta? Equanime? Dei sensi, forse? Boh!
Ma soprattutto, sono per il rispetto della democrazia e delle libere elezioni… quando si tengono fuori dall’UE.
Perché, quando a votare è uno Stato membro, allora è fatto obbligo all’elettore di esprimersi come vuole la Commissione Europea. Diversamente, il voto va annullato: sarà stato sicuramente influenzato dai russi, dagli UFO e – perché no – anche dai Puffi.
E se tutto questo non bastasse, i politici non graditi all’UE vanno arrestati, allontanati, estromessi: sono sicuramente mafiosi, ladri, delinquenti, violenti e, magari, anche mangiatori di bambini.
E così, oggi, è toccato a Marine Le Pen: leader del Rassemblement National, già più volte candidata alla Presidenza della Repubblica francese e grande favorita nella corsa all’Eliseo del 2027.
È stata condannata, con effetto immediato, per appropriazione indebita di fondi UE, all’ineleggibilità per i prossimi cinque anni.
Dovrà inoltre indossare per due anni il braccialetto elettronico e pagare una multa da 100mila euro, mentre il partito dovrà versare 2 milioni di euro nelle casse dello Stato, oltre al milione sequestrato durante l’inchiesta.
Ma cosa avrà mai combinato quella “cattivona” della Le Pen per ottenere dai giudici di Parigi il massimo della pena?
Semplice! Ha fatto ciò che fanno tutti i politici nel mondo a capo di un’organizzazione che non gode dello sponsor economico dei salotti buoni: si è arrangiata per mantenere la struttura, non per rubare per sé, ma per il partito!
Insomma, come al solito, ciò che è capitato a Craxi negli anni ’90 non è un unicum tutto italiano, ma la dima con la quale ogni politico del pianeta Terra, nelle stesse condizioni, si muove.
E sul sistema corrotto del finanziamento ai partiti fu proprio Bettino a essere chiarissimo, in quel fatidico 3 luglio 1992: “Io lo so. Lo so da molto tempo. Lo so da quando avevo i pantaloni corti… E tuttavia, ciò che bisogna dire – e che tutti sanno, del resto – è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. I partiti, specie quelli con apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare o illegale… Chi ha detto che non sapeva, mente. Chi ha detto che non ha mai saputo è spergiuro.Spergiuro davanti al Parlamento e davanti al popolo. E spergiuro davanti a Dio, se ci crede.”
Dunque, lo stesso concetto vale per Macron, che – a differenza della Le Pen – non avrà usato i soldi destinati agli assistenti parlamentari europei per pagare persone che in realtà lavoravano per il partito a livello nazionale (una truffa da “scingiapaje” abruzzese, diciamo così) – ma avrà certamente ricevuto fondi illeciti da soggetti come Soros e dalla medesima consorteria.
Sta di fatto, però, che Marine se ne starà a casa, mentre Emmanuel crede di aver risolto tutto, non rendendosi conto che, in realtà, per lui e per il suo mondo è ormai finita, specie da quando, come nel 1956, la Francia e la Gran Bretagna, infischiandosene degli Stati Uniti e della Russia, si sono rimesse a giocare alle grandi potenze.
Allora, più di 70 anni fa, persero solo la faccia.
Oggi è probabile che perderanno anche ampie porzioni del proprio territorio (vedi la Scozia per la G.B. e la Corsica per la Francia).
E i messaggi di solidarietà alla Le Pen – tanto da Mosca quanto da Washington – che parlano rispettivamente di: “violazione delle norme democratiche” e di “esclusione delle persone dal processo politico è particolarmente preoccupante”, senza contemplare il discorso di Vance a Monaco, vanno proprio in quella direzione.
Ma la disperazione anglo-francese è talmente tanta che sembra aver assopito la parte logica del loro cervello.
Infatti, Macron, più che sprovveduto, sembra davvero non sapere più dove mettere le mani. E così, spara e fa cazzate, mille volte più di prima.
Solo che questa della Le Pen gli costerà davvero il collo… ed è questione solo di tempo.
Lorenzo Valloreja
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