L’ARROGANZA VOLGARE DEI CATTIVI E IPOCRITI MAESTRI DEL SISTEMA: L’ORMAI CELEBRE TIRATA DI CAPELLI DI ROMANO PRODI A UNA BRAVA GIORNALISTA

Le sedicenti elites dimostrano spesso di avere le stesse cadute di stile del volgo, che esse comunemente sinistroidi votate al politicamente corretto e woke dell’ inclusività, rispetto delle donne e tutte le altre baggianate del catalogo, dovrebbero educare e erudire.
Ultimo eclatante e ormai arcinoto episodio del genere, quello di sabato 22 marzo che ha coinvolto l’ex capo del governo e ministro più di una volta professor Romano Prodi assieme alla giornalista Lavinia Orefici della testata televisiva di Rete 4 Quarta repubblica. In questo caso, la ormai storica tirata di capelli mi appare gesto oltretutto vagamente effeminato, da “vaiassa” dei bassi napoletani o da litigiose ragazzine.
Tutto è partito da un botta e risposta acceso a margine dell’incontro con Romano Prodi alla rassegna “Libri Come” all’Auditorium Parco della Musica. Alla domanda su una frase del manifesto di Ventotene riguardante la proprietà privata, Prodi ha replicato: “Ma che cavolo mi chiede? ho mai detto una roba del genere in vita mia? Era il 1941, c’era gente messa in prigione dai fascisti. Cosa pensavano, secondo lei, all’articolo secondo della Costituzione? Ma il senso della storia ce l’ha lei o no?”. Quando l’intervistatrice di “Quarta repubblica” ha ribadito di averlo chiesto solo perché il passaggio era stato citato, Prodi ha rincarato: “Allora le cito un verso di Maometto e le chiedo cosa ne pensa lei. Questo è fare politica in modo volgare, scusi”.
“Il presidente Prodi – racconta poi in serata Orefici attraverso una nota di Rete4 – oltre a rispondere alla mia domanda con tono aggressivo e intimidatorio, ha preso una ciocca dei miei capelli e l’ha tirata. Ho sentito la sua mano fra i miei capelli, per me è stato scioccante. Lavoro per Mediaset da 10 anni, inviata all’estero su vari fronti e non ho mai vissuto una situazione del genere. Mi sono sentita offesa come giornalista e come donna”.
“Nessuno strattone o tirata di capelli“, fa sapere Prodi che spiega sperando che bastino al grande Professore-Presidente queste poche parole per archiviare il tutto: “come tutti i giornalisti e le persone presenti possono testimoniare ho appoggiato una mano sulla sua spalla perché stava dicendo cose assurde“.
Il professor Prodi, poi costrettovi dallo spuntar fuori di un filmato che dimostra chiaramente il toccare di capelli della giornalista da parte del vecchio economista “come le orecchie a un asino” (ha detto in seguito la Orefici), così crede di metterci una pezza (AdnKronos): “ Ritengo sia arrivato il momento di chiarire alcune cose rispetto a quanto accaduto sabato, 22 marzo, a margine della presentazione del mio ultimo libro. Il gesto che ho compiuto appartiene a una mia gestualità familiare. Mi sono reso conto, vedendo le riprese, di aver trasportato quasi meccanicamente quel gesto in un ambito diverso. Ho commesso un errore e di questo mi dispiaccio. Ma è evidente dalle immagini e dall’audio che non ho mai inteso aggredire, né tanto meno intimidire la giornalista”.
Il classico arrampicarsi sugli specchi, anche abbastanza patetico. E se a fare questo fosse stato un Donzelli, o un Lollobrigida? Sicuramente ci scappava la solita “apertura di un fascicolo”.
A. Martino
Lascia un commento