FINITO IL FONDO, FINITA LA LOTTA: QUANDO LE ONG E L’ATTIVISMO VANNO A COMANDO…

Certi uomini, seguaci ed esponenti autorevoli del cosiddetto “patriarcato”, conosceranno certamente molto bene la battuta di alcune signore allegre, secondo cui: “Finito i soldi, finito l’amore!”.
Tuttavia, questa massima di sapore boccaccesco non può essere applicata solo al mondo dei night club, ma anche — e più genericamente — a quello della politica e, nello specifico, a quello delle ONG.
Così, un orecchio e un occhio attento si saranno di certo accorti che, dall’elezione di Trump in poi, magicamente, organizzazioni ambientaliste come l’italiana “Ultima Generazione” o movimenti per i diritti delle donne come “Femen” sono praticamente evaporati.
Niente più passata di pomodoro sui Girasoli di Van Gogh, niente più tette al vento in chiesa o nelle pubbliche piazze. Eppure, il clima continua indubbiamente a cambiare, e le donne affrontano ancora le stesse problematiche di vent’anni fa.
Allora, cosa ha determinato questo cambio di passo?
Semplice: la risposta sta tutta nel taglio dei fondi operato da Trump all’USAID, l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale.
Molti programmi ambientali e a difesa dei diritti civili, che in precedenza — da Clinton in poi — erano stati alimentati dalle amministrazioni democratiche, sono stati infatti completamente defunded (de-finanziati, più propriamente “privati di fondi”) o de-prioritized.
Così, in un sol colpo, il mondo si è liberato di Greta Thunberg e dell’angoscia climatica che le nuove generazioni manifestavano anche nei tanti salotti televisivi di tutto l’Occidente.
Ciò non significa che non vi sia un problema d’inquinamento — quello è evidente e palpabile — ma, per quanto riguarda le cause del cambiamento climatico, non sappiamo veramente nulla.
Infatti, così come la Terra gira su se stessa e intorno al Sole, facendo percepire sul nostro pianeta le famose quattro stagioni, allo stesso modo il nostro sistema solare ruota intorno al centro della Via Lattea — la nostra galassia — dove si trova un buco nero supermassiccio, “Sagittarius A”.
A sua volta, anche la Via Lattea e Andromeda stanno ruotando l’una verso l’altra, fino a scontrarsi tra circa 4 miliardi di anni nei pressi del grande attrattore del nostro universo, che attira verso di sé migliaia di galassie alla velocità di circa 2 milioni di km/h.
Ora, noi non sappiamo quali ricadute ambientali possano avere sul nostro pianeta tutte queste danze concentriche effettuate a diverse distanze dai rispettivi centri, ma è probabile — e logico — pensare che ne abbiano.
Oltretutto, come ormai comprovato dalle innumerevoli osservazioni effettuate sulle macchie solari comparse e scomparse sulla nostra stella nana, anche queste ultime hanno effetti sul clima terrestre.
Dunque, come possiamo credere a tutti questi detentori di verità, quando abbiamo ormai capito che la vita, proprio per sua natura, è molto più complessa di quanto immaginiamo?
In altre parole, nella nostra realtà sensibile non esistono solo i bianchi e i neri, il male assoluto e il bene assoluto, ma tante, innumerevoli sfumature di una verità che è, oibò, sempre più legata agli interessi personali di chi la propaganda.
Insomma, il diavolo non è poi così brutto come lo si rappresenta, e il sovranismo, sua creatura diretta, non è davvero il male maggiore, visto che coloro che si definiscono democratici e inclusivi sono, molto spesso, ben peggiori perché falsi e ipocriti.
Lorenzo Valloreja
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