SECONDO THE SUN, RE CARLO III STAREBBE PER PROPORRE A TRUMP DI ASSOCIARE GLI USA AL COMMONWEALTH PER PROTEGGERE IL CANADA

Secondo il diffuso tabloid britannico The Sun (notizia rilanciata da diversi giornali in tutto il mondo), re Carlo III si accingerebbe a un passo alquanto impegnativo e storico nei confronti di Donald Trump: ciò in veste più di capo di stato canadese oltre che presidente del Commonwealth, che di semplice monarca britannico.

Ovvero, proporre formalmente agli Usa nella persona del loro presidente Donald J.Trump, di entrare nel Commonwealth anche se solo da membro associato (il loro status di indipendenza dalla corona britannica, come tanti credo che sappiano, data ormai due secoli e mezzo).

Ma alla base di questa apparentemente eccentrica proposta (in pratica un onore che dovrebbe obbligare The Donald a più tranquillità nei confronti del Canada e soprattutto della faccenda dei dazi che una pura operazione economica), non sarebbe certo dell’antiquariato politico-culturale (i rapporti americani con l’antica madre patria non si sono mai dissolti a livello culturale e sentimentale, e verso la monarchia britannica l’americano medio ha un rapporto fondamentalmente di odio-amore vagamente edipico). Vi è piuttosto la necessità di battere un colpo relativamente a tutte le sue prerogative suddette, data la gravità, dal punto di vista della Corona, delle sparate di Trump sul Canada da annettere addirittura; pur se evitando regalmente polemiche a mezzo stampa o social, e anzi reagendo a una certa rozzezza geopolitica col soft power che da ormai due secoli è il vero motore della monarchia londinese.

Una proposta del genere, comunque, fu già avanzata all’epoca del primo mandato di Trump dalla Royal Commonwealth society, con la regina Elisabetta favorevole.

La madre di Trump aveva origini scozzesi, e il bambino Donald seguì a un preistorico televisore l’incoronazione di Elisabetta II nel 1953 assieme a lei: la signora Trump ne fu devotamente ammaliata, e sembra che la tendenza di Trump allo sfarzo e a una certa visione vagamente monarchica (e assolutistica più che costituzionale) del potere e della leadership, origini da quella lontana sera del giugno 1953 in cui andò in onda la prima, lunghissima, trasmissione in mondovisione della Storia.

Egli ha sempre esternato grande rispetto per i reali inglesi, minore per il ribelle Harry e un certo disprezzo per la pur connazionale (ma troppo dem) moglie di costui Meghan Markle.

Il presidente Trump ha accolto poco tempo fa con entusiasmo e orgoglio l’invito di Carlo III a una visita ufficiale in Regno Unito (sarebbe la seconda dagli ultimi anni di Elisabetta II), in forma scritta e autografa e recata dal primo ministro Starmer durante il suo colloquio alla Casa Bianca.

A. Martino 

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